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Mostra Margherita Sarfatti. Il Novecento Italiano nel mondo al Mart di Rovereto

Mostra Margherita Sarfatti. Il Novecento Italiano nel mondo in corso al Mart di Rovereto: gli orari, i periodi, il costo dei biglietti e le opere, la sede espositiva.


Mostra  Margherita Sarfatti Rovereto
Margherita Sarfatti. Il Novecento Italiano nel mondo - Mart, Corso Bettini, 43 - Rovereto

(Foto: Umberto Boccioni, Crepuscolo, 1909, olio su tela, 90 x 120 cm. Collezione privata)

Mostra in corso dal 22 settembre 2018 al 24 febbraio 2019

Fin dalla sua fondazione il Mart di Rovereto ha costruito la propria identità attorno alle vicende del XX secolo, con particolare attenzione al primo Novecento. Attraverso una coerente politica di acquisizioni, depositi e donazioni, il patrimonio museale si è concentrato sulle ricerche artistiche di inizio secolo. Fondamentale alla definizione e al rafforzamento del posizionamento internazionale del museo, è risultato l’acquisto dell’intero Fondo di Margherita Sarfatti, costituito e conservato con particolare cura da Sarfatti stessa e, in seguito, dalle eredi.

Il progetto che oggi il Mart le dedica è dunque l’esito di anni di ricerche e approfondimenti e completa il ciclo di esposizioni realizzate nell’ultimo biennio. A I pittori della luce hanno fatto seguito la grande retrospettiva su Boccioni, realizzata con gli stessi partner di questa mostra, il focus su Mario Sironi, la tanto attesa Realismo Magico a cura di Belli e Terraroli, e soprattutto Un’eterna bellezza, allestita anche a Madrid.

Prodotto dal Mart di Rovereto, Margherita Sarfatti. Il Novecento Italiano nel mondo è un progetto di Daniela Ferrari a cui hanno collaborato Ilaria Cimonetti e i ricercatori dell’Archivio del ’900 del Mart, che conserva il prezioso Fondo.

La mostra illustra l’ambizioso programma di espansione culturale di Sarfatti, con particolare attenzione alle esposizioni organizzate in Europa e nelle Americhe per promuovere l’arte italiana. Dagli esordi giovanili alla fondazione di Novecento Italiano, il percorso documenta l’attività intellettuale e politica dell’indiscussa protagonista di quella controversa stagione storica che fu il periodo tra le due guerre mondiali. Numerosi prestiti, provenienti da grandi musei internazionali e da importanti collezioni private, dialogano al Mart con documenti e materiali d’archivio: in mostra trovano posto circa 100 capolavori di 30 grandi maestri come Boccioni, Bucci, Carrà, Casorati, de Chirico, Dudreville, Funi, Malerba, Marussig, Morandi, Oppi, Medardo Rosso, Severini, Sironi, Wildt.

L’allestimento si sviluppa in sei sezioni tematiche: Ritratto di signora – La Collezione Sarfatti – Artisti allo specchio – Le mostre in Italia – Da “Dux” a “Acqua passata” – Le mostre all’estero. Attraverso queste tappe, la mostra dà conto della straordinaria carriera di Margherita Sarfatti, dai primi contatti con la vivace scena artistica milanese, all’affermazione come scrittrice e promotrice culturale in un mondo ancora interamente governato dagli uomini, fino al ruolo assunto nella propaganda dell’ideologia fascista, a cui aderisce con convinzione. Autrice della celebre biografia Dux, tradotta e pubblicata in tutto il mondo, Sarfatti lega il suo nome a quello di Mussolini, con il quale vive un’intensa relazione sentimentale.

Nel 1922 con Sironi, Funi, Dudreville, Bucci, Malerba, Marussig e Oppi, la critica fonda Novecento Italiano. Il movimento, al quale aderiranno presto altri numerosi artisti, è espressione di una poetica riassunta nel celebre ossimoro sarfattiano “moderna classicità”. La lezione classica della grande tradizione mediterranea è il fondamento per il lavoro di questi maestri, accomunati, scrive Sarfatti, dall’“aspirazione verso il concreto, il semplice e il definitivo.

Il clima è quello del ritorno all’ordine, durante il quale in tutta Europa si affermano ricerche e movimenti che recuperano temi e soluzioni formali di lontane ma fondanti tradizioni artistiche. In Italia è il caso di Metafisica, Valori Plastici, Realismo Magico e, appunto, Novecento Italiano. Emergono con forza il ritorno alla ragione dopo la follia della Grande Guerra, il recupero della tradizione dell’arte dopo le avanguardie di inizio secolo e, soprattutto, l’affermazione dei principi di bellezza e armonia contrapposti alle dissonanze dell’arte cubista, espressionista, futurista. Il nuovo linguaggio declina in chiave moderna i valori dell’arte antica e rinascimentale e reinterpreta i generi della pittura: ritratto, paesaggio, natura morta. In una sintesi rara e preziosa tra l’evocazione della classicità e le aspirazioni della modernità, Novecento Italiano insegue la perfezione, le sue regole, le armonie.

Tutto questo emerge con chiarezza nella mostra del Mart, il cui cuore risultano le sale che raccontano l’ambizioso programma culturale di Margherita Sarfatti, teso all’affermazione e alla promozione dell’arte italiana nel mondo.

Una sorta di “colonialismo estetico”, scrive la curatrice Ferrari nel saggio in catalogo, che prende corpo soprattutto nelle numerose mostre organizzate all’estero tra il 1926 e il 1932. A queste è dedicata l’ultima sezione di mostra, nella quale sono esposte opere che hanno viaggiato in Francia, Germania, Olanda, Ungheria, Svizzera, Scandinavia, Argentina e Uruguay.

Cenni biografici su Margherita Sarfatti

Margherita Grassini (Venezia, 8 aprile 1880 – Cavallasca, 30 ottobre 1961) nasce a Venezia in una importante famiglia ebrea, ma è con il cognome del marito Cesare Sarfatti, che sposa nel 1898, che si affermerà come una delle figure chiave del sistema culturale italiano. Giornalista influente, curatrice, intellettuale, Sarfatti dettò la linea della critica dell’arte italiana per almeno due decenni, dalla fine della Prima Guerra Mondiale ai primi anni Trenta. Con la sua attività a sostegno di alcuni artisti, così come con la partecipazione alla vita culturale milanese e nazionale, Sarfatti contribuì, come nessun altro all’epoca, a delineare l’espressione del suo tempo e a scrivere alcuni fondamentali capitoli della storia dell’arte del Novecento. Donna intraprendente, ambiziosa e straordinariamente colta, - grazie agli studi, ma anche alle frequentazioni familiari a Venezia e a quelle nei salotti milanesi, veri laboratori di idee e suggestioni - Margherita arrivò a ricoprire un ruolo di primissimo piano nella politica culturale dell’epoca, grazie anche al sodalizio stretto con Benito Mussolini, capo del prima nascente, e poi affermato, partito fascista. Nonostante la vicinanza agli ambienti politici e intellettuali internazionali, Sarfatti fu costretta a fuggire dall’Italia in seguito alla promulgazione delle Leggi razziali (1938), per farvi ritorno dieci anni dopo in un contesto culturale radicalmente mutato e a lei ormai estraneo.



Orari: da martedi a domenica dalle 10.00 alle 18.00. Venerdì dalle 10.00 alle 21.00. Lunedi chiuso.
Biglietti: intero 11 €, ridotto 7 € per gruppi, giovani dai 15 ai 26 anni, over 65 anni, gruppi di visitatori di almeno 15 persone; soci o tesserati di enti convenzionati con il Museo; Amici dei musei convenzionati; possessori di Family Card. Famiglie 22 €.
Ingresso gratuito ogni prima domenica del mese (la biglietteria chiude mezz'ora prima della chiusura).
Info: tel. +39.0464.431813; 800 397760; fax +39.0461.239497
E-mail: info@mart.trento.it
Sito web: Mart

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