
Cabaret Vienna - Mart, Corso Bettini, 43 - Rovereto
(Foto: L�attrice Maly Podzuck, 1927 c. IMAGNO / Collection Christian Brandst�tter, Wien)
Mostra in corso dal 16 marzo al 18 giugno 2023
Al Mart una mostra ripercorre - attraverso 120 fotografie - la storia dello studio fotografico più popolare della Vienna degli anni Venti: l'Atelier Manassé.
Comunicato stampa della Mostra Cabaret Vienna
Calembour visivi, ritratti di attrici e modelle, danzatrici e foto di nudo danno vita a un percorso tematico che evoca uno dei periodi pi� vivacidell�Europa del secolo scorso.
Al Mart, fino al 18giugno.
La storia
Fondato dai coniugi ungheresi Olga Spolarits e AdorjanWlassicsa Vienna nel 1920,riscoperto negli anni Ottantae studiato in anni recenti dopo un lungo oblioda Chiara Spenuso, l�Atelier Manass� costituisce un archivio fotografico unico nel suo genere.
Negli anni Venti, dopo essersi trasferiti nell�ex capitale dell�Impero austro-ungarico,i coniugiWlassicsottengono un notevole successo fotografando i protagonisti del cinema muto. Oltre a realizzare ritratti di attrici eattori, la coppia ungherese si specializza soprattutto nel nudo femminile. Nei loro scatti icorpi sono sempre ritratti in pose studiate e giustapposti a elementi scenografici e costumi di scenaspesso insoliti che creano accostamenti evocativi e suggestivi in linea con il gusto dell�epoca.Le fotografie sono spesso evocative di una femminilit� misteriosa e fatale, ma non mancano i toni ironici e surreali vicini alle sperimentazioni visive delle avanguardie che si diffondono in tutta Europa.
Davanti all�obiettivo di Olga e Adorjan non passano solo le attrici e le ballerine pi� famose, ma anche tutta la nobilt� viennese.La fama e il prestigio dell�Atelier superano i confini e conquistano altre città europee, come Berlino e Parigi.
Dopo la morte di Adorjan, nel 1946, il lavoro dello studio viene portato avanti da Olga fino alla fine degli anni Sessanta.
Al Mart
Nello stesso periodo della grande mostra dedicata a Klimt e l�arte italiana, il Mart propone una seconda esposizione sulla Vienna degli anni Venti, grande capitale europea in un�epoca di profonde trasformazioni sociali e culturali. � in questo contesto che si afferma la Secessione Viennesela cui eco caratterizza profondamente tutti i linguaggi culturali, dal cinema alla fotografia, passando per la pubblicit� e i rotocalchi.
C
on il titolo Cabaret Vienna, la mostra sull�Atelier Manass� approfondisce e sviluppa questi temi, attraverso cinquesezioni tematiche.
120 fotografie, spezzoni di film,documenti, copertine di riviste e libri d�artistadescrivono l�atmosfera mondana e sfavillantedi inizio secolo.
Ritratti dei protagonisti del mondo dello spettacolo e del cinema, calembour visivi, immagini di nudo (utilizzate sia nella moda, sia nella pubblicit�) e fotografie di ispirazione esotica contribuiscono all�affermazione della modernit� e della stravaganza.
In un clima cupo di tensioni sociali e politiche, con le dittature europee alle porte, non manc� per reazione un clima di euforia e frivolezza, in cui il cinema, la radio e la fotografia assumono un peso sempre maggiore e contribuiscono alladiffusione di stili di vita, modelli estetici e di comportamento, status symbol e tendenze, in particolare presso l�alta borghesia.
Profondamente connesso al momento e al luogo in cui si sviluppa, il lavoro dell�Atelier Manass�tratteggia la �i ruggenti anni Venti�.� un periodo innovativo e straordinario, soprattutto per le donne che, in nome di una reclamata parit� sessuale, si affrancano anche attraverso gesti considerati rivoluzionari: portare i capelli corti, fumare, guidare o vestire da uomo.Mezzo moderno per eccellenza, la fotografiadiventa un�ottima alleata dell�emancipazionefemminile.Da qui la nuova consapevolezza delle protagoniste delle fotodi Olga e Adorjan, coscienti di rappresentare solo se stesse e di non essere pi� semplicemente muse ispiratrici.
Il percorso di mostra. Testi a parete.
L�Atelier fotografico Manass� viene fondato a Vienna nel settembre del 1920 da AdorjanWlassics, a cui ben presto si unir� la moglie Olga Spolarits. La coppia si era trasferita dall�Ungheria alla fine della Prima guerra mondiale, in anni di grande fermento socio-politico e culturale che segnarono sia le loro vite sia il loro modo di fotografare. Nella capitale austriaca fiorivano la moda, la fotografia, il cinema e le riviste specializzate, mentre la notte era animata dai vivaci cabaret. Questa Babele di energie creative alimentava nuove libert� e consapevolezze femminili.
I coniugi Wlassics seppero combinare eleganza e umorismo, in linea con questo nuovo gusto glamour e trasgressivo. Le loro fotografie erano pubblicate dai magazinedi tutta Europa e affascinavano per la modernit� e la stravaganza dei raffinati fotomontaggi, al limite del kitsch, evocativi di una femminilit� misteriosa e fatale. Immagini all�avanguardia, vicine alle sperimentazioni surrealiste, che li resero unici nel panorama fotografico di quegli anni. La fama dell�Atelier Manass� arriv� fino a Hollywood, dove alcune modelle che avevano posato per loro furono scritturate nel cinema. Protagonisti e testimoni eccellenti di quegli �anni ruggenti�, in un caleidoscopio di contaminazioni che seppero assorbire e interpretare, Adorjan e Olga Wlassics divennero richiestissimi anche dall�alta societ� viennese.
Ritratti
L�avvento della fotografia aveva sostituito la pittura in uno dei suoi pi� importanti generi artistici: il ritratto. Quelli dell�Atelier Manass� divennero talmente richiesti da creare, talvolta, problemi di ordine pubblico, a causa delle liti tra i clienti in fila ad aspettare il proprio turno.
Dai ritratti delle pi� famose dive del cinema e della danza i coniugi Wlassics ricavarono cartoline autografate da vendere ai fan: una novit� molto di moda nella Vienna di inizio secolo. Il loro Atelier divenne, cos�, un brand il cui successo commerciale era strettamente legato alla popolarit� di cui godeva nella societ� elegante e sofisticata della nobilt� viennese e dell�ambiente dello spettacolo. I ritratti del jet-set, infatti, garantivano anche la commissione pagata dalle riviste illustrate per la loro pubblicazione. Fu Olga, con il suo passato di attrice e le sue nobili origini, a fornire al marito la chiave d�accesso a questo mondo scintillante.
Mise En Sc�ne e Orientalismo
L�immaginario messo in scena dalle elaborate composizioni dell�Atelier Manass� riflette clich� maschilisti oggi impensabili: donne chiuse all�interno di portasigarette o prese con una pinza come fossero zollette di zucchero da tuffare in una tazzina di caff�. Gli uomini sono spesso dei giganti e le donne, quasi sempre svestite, hanno pose lascive e ammiccanti.
Non mancano i soggetti d�ispirazione esotica, eredit� di quell�orientalismo che ebbe larga diffusione in Europa a partire dalla fine del Settecento, legato all'atteggiamento di superiorit� imperialista. Questo gusto estetico interess� diverse arti, accomunate dalla scelta di rappresentare un Oriente pi� sognato e idealizzato che reale.I paesi esotici del Medio Oriente suscitavano nell�immaginario occidentale sentimenti contrastanti: paura ma anche attrazione per i raffinatissimi prodotti di lusso che seducevano i ricchi europei, alimentando la fantasia di un mondo pieno di piaceri e segrete seduzioni.
Seduzione
Fino al XIX secolo il nudo era stato tra i soggetti principali della cultura visiva occidentale, reso accettabile da contesti storici, mitologici e allegorici che ne mitigavano l�erotismo. Alla fine dell�Ottocento, grazie al dipinto di Gustave Courbet L�origine del mondo, si assiste a un nuovo, scandaloso, approccio al tema del corpo nudo. Il distacco dalla pittura allegorica e accademica � definitivo e trentatr� anni dopo, grazie a Klimt e alla Secessione viennese, trionfa la �nuda verit�. Su questa eredit� si fonda la consapevolezza delle donne fotografate dall�Atelier Manass�, coscienti di esistere in carne e ossa e di rappresentare solo s� stesse o, tutt�al pi�, un ruolo assegnatosi tra ironia e messa in scena, non pi� solo muse ispiratrici di quelmondo che ora provocavano e sovvertivano.
Queste foto di nudo non sono mai spudorate ma, piuttosto, esemplificative del concetto di sex appeal, nato proprio in quel periodo e inteso come la capacit� di esercitare una forte attrattiva con le proprie doti fisiche, lo sguardo, la voce e il portamento. Quel famoso �non so che� magnetico, che si distingue decisamente dall�erotismo. Olga e Adorjan furono complici nel giocare con le loro modelle, anche laddove il ruolo assegnato le rendeva oggetto di gesti e giochi sciovinisti, ma sempre all�interno di una consapevole finzione. Forse persino denigratoria di quello stesso mondo che ne avrebbe consumato le immagini pubblicate su riviste come �Seduction� o �Muskete�.
Nuova Femminilit�
Negli anni che seguirono la Grande guerra l�eccesso divenne normale e necessario, come dimostra l�uso ricreativo delle droghe, legali e pubblicizzate dalle stesse case farmaceutiche come tonico e anti depressivo. Quella in cui vissero Olga e Adorjan era una cultura libertina e libertaria. Le donne iniziarono a emanciparsi a partire da piccoli gesti, per l�epoca rivoluzionari, come un taglio di capelli alla maschietto oppure fumare, guidare o indossare abiti maschili, in nome di una reclamata parit� sessuale, come si vedeva al cinema e sulle riviste. Inizi� allora una promiscuit� e ambiguit� di genere anche nel vestire, che impose un nuovo concetto di bellezza sulla scia del movimento americano delle cosiddette flappers: giovani ragazze disinibite, provocanti nell�uso del trucco e del loro corpo, sessualmente libere e con una potente joie de vivre.
Moda &Lifestyle
La moda, alimentata dalla nuova societ� dei consumi, raggiunse l�apice negli anni Trenta.La pubblicit� si fece sempre pi� martellante e l�immagine, ancor pi� dello slogan, ne divenne il veicolo fondamentale. Nacquero riviste specializzate come �Vogue�, �Excelsior�, �L�Officiel� e nuove icone dello stile femminile, come Coco Chanel che rivoluzion� l�idea di eleganza femminile.
Con il crollo della borsa del 1929, lo sfrenato ottimismo che aveva caratterizzato gli anni Venti fin� bruscamente e anche i costumi mutarono, facendo tornare di moda un tipo di donna pi� femminile e meno trasgressiva. All�inizio degli anni Trenta, la Grande depressione e i regimi totalitari in Europa crearono un forte desiderio di evasione che trov� nel cinema, da pochi anni passato al sonoro, una valvola di sfogo. Furono proprio le dive cinematografiche a influenzare profondamente il gusto delle donne in quegli anni. A loro � e al tentativo di emularne lo stile � si dovette la passione per gli abiti da sera e il boom della bigiotteria che conobbe uno strepitoso successo grazie a figure come Chanel, Paul Poiret, Elsa Schiaparelli, o alle creazioni in bachelite di Auguste Bonaz o Henkel & Grosse, che portarono la qualit� del monile a livelli altissimi ed emanciparono il gioiello di fantasia, sull�onda della crisi economica e del successo di Hollywood.
Informazioni utili per la visita
Orari:
da martedi a domenica dalle 10.00 alle 18.00. Venerdì dalle 10.00
alle 21.00. Lunedi chiuso.
Biglietti: intero 15 €,
ridotto 10 € per gruppi, giovani dai 15 ai 26 anni, over 65 anni, gruppi
di visitatori di almeno 15 persone; soci o tesserati di enti convenzionati
con il Museo; Amici dei musei convenzionati; possessori di Family Card.
Famiglie 22 € (la biglietteria chiude mezz'ora
prima della chiusura).
Gratuito fino ai 14 anni e persone con disabilità.
Info: tel. +39.0464.438887;
800397760
Sito web: Mart |